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Informazioni turistiche della Provincia di Grosseto

Da Visitare: Arte, Storia, Cultura nella Provincia di Grosseto

Profilo dell'area della Provincia di Grosseto

Profilo dell'area

La principale risorsa per la provincia è costituita dal turismo che, nella stagione estiva, fa decuplicare la popolazione presente. Quello balneare, grazie alla bellezza dei luoghi e al clima favorevole durante tutto il corso dell’ anno, risulta essere l'elemento trainante del settore. Capalbio, Monte Argentario,Talamone, Castiglione della Pescaia e Punta Ala costituiscono i principali punti di riferimento per il turismo balneare di élite. Il turismo culturale sta vivendo una fase di crescita, grazie alle numerose aree archeologiche (Cosa, Parco archeologico del Tufo, Roselle, Vetulonia, ecc.) e ai caratteristici centri storici (Grosseto, Massa Marittima, Orbetello, Pitigliano, Sorano, Sovana, ecc.), dove si mischiano atmosfere medievali e rinascimentali. Il turismo rurale, in forte espansione, può contare su un elevatissimo numero di agriturismi, grazie alle numerose aree protette presenti che hanno mantenuto pressoché inalterati i paesaggi e gli habitat naturali, su tutti il Parco naturale della Maremma. Infine, rivestono la loro importanza anche il turismo montano estivo ed invernale, che interessa la zona del Monte Amiata dove in inverno si può sciare, e quello termale, grazie alle rinomatissime Terme di Saturnia presso l'omonima località del comune di Manciano e alle emergenti Terme di Petriolo nel comune diCivitella Paganico; da alcuni anni sono state rilanciate anche le Terme di Sorano, presso l'antica Pieve di Santa Maria dell'Aquila,le Terme dell'Osa (nei pressi di Talamone) e le Terme di Roselle (presso l'omonima località del comune di Grosseto) Negli ultimi anni, si è incrementato notevolmente anche il turismo enogastronomico che può contare sulla carne bovina di razza maremmana, sulla cacciagione, sull'olio, e soprattutto sul vino. Nel territorio della provincia di Grosseto ritroviamo la denominazione Maremma Toscana IGT e, tra le DOC, il Morellino di Scansano, il Montecucco, il Monteregio di Massa Marittima, il Parrina, il Capalbio, il Sovana, il Bianco di Pitiglianoe l'Ansonica Costa dell'Argentario.


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Area Archeologica di Vetulonia

Area Archeologica di Vetulonia

Su concessione della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana - Firenze

La sistematica esplorazione, avviata da Isidoro Falchi oltre un secolo fa, delle necropoli della Vetulonia più antica, tanto estese quanto ricche di testimonianze, rappresenta una delle tappe più significative nella storia della conoscenza scientifica della civiltà tirrenica: da quegli scavi sono emerse realtà entrate a far parte del nucleo essenziale di opere e di realizzazioni architettoniche da cui non può prescindere alcun manuale o repertorio dedicato agli Etruschi.
Ben si comprende dunque il forte desiderio della comunità locale che dal lontano 1888 ha non a caso ripreso il nome antico, di poter disporre in loco di una realtà significativa di un così imponente patrimonio archeologico, in prevalenza oggi custodito nel Museo Archeologico Nazionale di Firenze.
Grazie all'impegno concorde di tutte le istituzioni interessate, statali e locali, frutto a sua volta di una concezione della fruizione che fonda sul principio della compartecipazione attiva al servizio del cittadino, tale acquisizione si traduce oggi in realtà; il museo di Vetulonia si va così ad aggiungere ai non pochi sorti in Toscana nel corso degli ultimi anni, o in via di concreta realizzazione sulla base di tale "filosofia".


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Museo Archeologico del Portus Scabris

Museo Archeologico del Portus Scabris (Scarlino)

Scavi archeologici subacquei condotti tra il 2000 ed il 2001, preventivamente alla costruzione del Porto Turistico nella rada di Portiglioni, hanno portato alla luce un esteso e ingente deposito di reperti accumulati nei secoli sui fondali della zona del Puntone di Scarlino...
L'alta concentrazione di questi reperti rivela un intenso traffico di navi mercantili già a partire dal III secolo a.C.
La scoperta è importante in quanto indizio probante della presenza in quest'area del celebre “Portus Scabris” citato dalle fonti antiche. Tra i reperti archeologici si annoverano oggetti caduti accidentalmente in mare durante il carico e lo scarico delle navi, anfore e vasellami danneggiati durante i viaggi e gettati in mare per liberare le stive, resti di imbarcazioni affondate.
Attraverso reperti custoditi dal mare per secoli, la mostra si propone di ricostruire la vita dello scalo e restituire un frammento di storia ... la nostra storia.


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MUSEO ISIDORO FALCHI VETULONIA  (Castiglione della Pescaia)

Museo Civico Archeol. Isidoro Falchi (Vetulonia)

Il nuovo museo archeologico, aperto nel giugno 2000, è intitolato a Isidoro Falchi, medico condotto e archeologo dilettante che alla fine dell'800 riconobbe nelle vestigia archeologiche di Colonna di Buriano i resti dell'antica città etrusca di Vetulonia.
Il museo è articolato in sette sale: nella sala A, dedicata alla figura di Isidoro Falchi e ai suoi scavi, sono esposti corredi funerari con ossuari e urne a capanna provenienti dalle necropoli di Poggio alla Guardia e di Poggio Belvedere di età Villanoviana (IX-VIII secolo a.C.). All’Orientalizzante ( fine VIII-VII secolo a.C.) risalgono invece i corredi del Circolo dei Leoncini d’Argento, della Fibula d’Oro, del Ripostiglio della Straniera, ricchi di oggetti preziosi e di importazione. Allo stesso periodo risale la famosa stele in pietra del guerriero Auvile Feluske. Nella sala B prosegue l’esposizione con il corredo del I Circolo delle Pellicce e l’esame della tomba monumentale del Diavolino II; vi sono esposte anche oreficerie (collezione Lancetti) e un alfabeto inciso su pietra, dalle Dupiane. Le ultime due sale sono dedicate al territorio: vi sono esposti i reperti del tumulo di Poggio Pelliccia (metà VII- metà V secolo a.C.) una tomba monumentale riferibile a una famiglia aristocratica (sala C), alcuni corredi dalla necropoli di Val Berretta (VII-IV secolo a.C.; sala D). Le sale E-G del piano inferiore sono dedicate all’età ellenistica e romana con i reperti provenienti da Costa Murata e Poggiarello Renzetti (fra i quali si segnalano le terracotte architettoniche che decoravano il portico della c.d. ‘Casa di Medea’) oltre che da corredi funebri e stipi votive del periodo. L’esposizione museale trova un naturale completamento nel percorso archeologico esterno che si sviluppa dal centro del paese, dove edifici medievali sono costruiti sulle mura di difesa etrusche, ai quartieri abitativi (Costa Murata, Poggiarello Renzetti) e, più a valle, fino alle necropoli.


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Necropoli Etrusca a Scarlino

Centro di Document. Necropoli Etrusca (Scarlino)

Il centro di documentazione è stato inaugurato nel 2009 per la divulgazione dei risultati scientifici ottenuti durante le campagne di scavo effettuate nell'area di Poggiotondo, nella valle dell'Alma dove sono state rinvenute quattro ricche sepolture etrusche, risalenti ad un periodo compreso tra la metà del VII e la metà del VI secolo avanti Cristo, prova dell'esistenza di una comunità insediata in questo periodo nella valle dell'Alma; dopo la scoperta della necropoli le ricerche si sono concentrate sulla localizzazione dell'abitato di questa comunità, ed hanno portato alla luce i resti di un edificio isolato, probabilmente una fattoria abitata dalla II metà del VI secolo fino agli inizi del V.
Lo studio dei luoghi e l'analisi dei reperti rinvenuti all'interno delle sepolture indica il sito di Poggiotondo come la punta più avanzata degli interessi di Vetulonia sul versante costiero in un sistema che comprendeva nell'entroterra il controllo delle colline metallifere (Accesa) ed il controllo degli itinerari di comunicazione e di traffico commerciale.

Tipologia pezzi
Il Centro di Documentazione in piazzetta Guelfi al capoluogo espone la mostra “Gli Etruschi a Scarlino” con i reperti più significativi dei corredi tombali ed un ricco apparato didattico, tramite il quale è possibile ripercorrere le tappe dell'insediamento etrusco nel territorio scarlinese, con particolare attenzione all'area archeologica di Poggio Tondo (aperta dall'alba al tramonto)


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Rocca Pisana Scarlino

Centro di Document. Riccardo Francovich (Scarlino)

Il Centro di Documentazione sulla Storia e l’Archeologia del territorio di Scarlino è nato a seguito dell’indagine archeologica condotta dall'Università di Siena nell’area della Rocca.
I risultati degli scavi all'interno della Rocca, nel fossato e nell’area adiacente hanno infatti permesso di riscrivere la storia del castello, aggiungendo fasi precedentemente ignote: il luogo è risultato abitato già nel periodo protostorico (XII-X secolo a.C.); sono state poi identificate tracce di fusione di ematite dell’Elba riferibili al periodo etrusco arcaico e i resti di una fortezza d’altura di IV secolo a.C. Il castello nacque, dopo un lungo periodo di abbandono del sito, inizialmente come un insediamento di capanne (VII - X secolo), cui seguì la monumentale costruzione in pietra voluta dagli Aldobrandeschi e testimoniata anche da un documento del 973.

Tipologia pezzi
Nel Centro di Documentazione sono esposti materiali archeologici che illustrano le varie fasi di vita nell’area della Rocca dall'età del Bronzo al XVII secolo.
L’esposizione comprende una documentazione didattica dei principali monumenti e siti archeologici del territorio. Tra i reperti della Rocca si segnala il tesoro di Scarlino, costituito da 100 monete d'oro databili intorno al XIV secolo, trovato nella parete della canonica della Rocca all’interno di un vasetto.


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Museo Archeologico di Scansano

Museo Archeologico di Scansano

All'interno di Palazzo Pretorio, edificio di impaianto quattrocentesco, sono ospitati il Museo Archeologico e il Museo della Vite e del vino dei Colli di Maremma. I due Musei occupano settori distinti ma hanno molti punti di contatto e offrono reciproci rimandi. La coltura della vite infatti rappresenta, dall'antichità ad oggi, un'attività che ha caratterizzato fortemente il paesaggio di questa parte della Maremma e che adesso si avvia a divenire una delle principali risorse.
Nel Museo della Vite e del Vino è illustrata la storia di tutti i vini a denominazione di origine controllata della Toscana meridionale (Ansonica - Costa dell'Argentario, Bianco di Pitigliano, Capalbio, Morellino di Scansano, Parrina, Sovana).
Il Museo dedicato alla Storia della presenza umana nella valle dell'Albenga attraverso i materiali e i dati restituiti dalle sistematiche ricerche archeologiche degli ultimi trent'anni e da qualche scoperta occasionale.
In diverse epoche l'uomo ha interagito con il paesaggio che lo circondava lasciando tracce materiali che sono spesso le sole testimonianze utili a ricostruire la vita. A partire dai resti non proprio umani del cosiddetto " Ominide di Baccinello", trovato nel 1958 in una miniera di lignite, il percorso ricorda la frequentazione preistorica di quest'area che è estesamente trattata nel vicino Museo di Preistoria e Protostoria di Manciano. Più consistenti sono le testimonianze della civiltà etrusca. Civitella e Giaccio Forte - colli dominanti sulla valle dell'Albegna - sono frequentati dalla fine del VII secolo a.C., come provano i primi frammenti di bucchero e di ceramiche d'impasto. La documentazione più ricca deriva dall'abitato fortificato che nel IV secolo a.C. viene edificato sul colle di Ghiaccio Forte. Gli scavi degli anni settanta e quelli più recenti, hanno portato in luce i resti di un complesso abitativo, delle mura di cinta e di alcune porte monumentali con gli oggetti usati nelle diverse attività, dal lavoro artigianale alla mensa. Di particolare interesse sono le offerte, in bronzo e terracotta, di un deposito votivo che testimoniano un culto dedicato a divinità salutari e della fecondità.


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Roselle frazione di Grosseto

Roselle, una delle principali città etrusche

L'area archeologica di Roselle, situata a circa otto chilometri da Grosseto, conserva i resti dell'antica città di origine etrusca, abitata dalla prima metà del w secolo a.C.
Circondata da una cinta muraria, in gran parte accessibile, conserva resti di numerosi edifici, anche di epoca romana, ancora in buone condizioni.
Tra questi la Casa dell'impluvium, che rappresenta uno dei più antichi esempi di casa ad atrio con impluvio, le prestigiose ville della Casa a due vani e dell'Edificio con Recinto, l'anfiteatro, localizzato sulla collina settentrionale, il monumentale complesso del foro con la basilica dei Bassi e la sede del Collegio dei Flamines Augustales, oltre alla domus dei Mosaici, abitazione romana ristrutturata con l'inserimento di un impianto termale.
Sulle pendici della collina si visitano, invece, le terme pubbliche, costruite intorno al 120 d.C.
Segni indelebili di una città potente che iniziò il suo lento declino d'inizio del Medioevo e fu praticamente abbandonata dai suoi abitanti verso l'anno Mille.


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Morellino di Sansano

Scansano, la patria del Morellino

L'entroterra collinare marernrnano lungo una fascia di terra fra la costa e le pendici del Monte Amiata, ha da secoli una spiccata vocazione vinicola ed è oggi produttrice di quel vino rosso chiamato Morellino che è diventato fra le DOC italiane più conosciute e apprezzate nel mondo.
Scansano però non è soltanto un'immersione nel mondo del vino: è anche un centro storico ricchissimo di testimonianze monumentali risalenti d'alto Medioevo e al Quattrocento toscano.
Abitato fin dall'antichità dagli etruschi e dai romani, come testimonia il sito archeologico di Ghiaccio Forte, conserva ancora diversi edifici quattrocenteschi e cinquecenteschi che si affacciano sulla via principale, come l'interessante palazzo Vaccarecci, riconoscibile dallo stemma della famiglia posto sulla facciata, la romanica chiesa di San Giovanni Battista e la piazzetta del Pretorio con l'omonimo palazzo, sede del Museo archeologico e della vite e del vino.
Poco fuori dal centro storico si trovano il convento del Patrero, già Castello aldobrandesco, e l'interessante castello di Montepò, una massiccia e intatta fortezza della prima metà del Cinquecento protetta da un alto muro con quattro torrioni agli angoli.
Nella frazione di Montorgiali si visitano la chiesa romanica di San Biagio e il possente edificio del Cassero, con finestre ad arco tondo e diverse feritoie.


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Scarlino Turismo

Le Bandite di Scarlino

Le Bandite di Scarlino non nascono dall'intraprendenza di qualche romantico fuorilegge maremmano bensì dell'antica usanza medievale di mettere al bando dei pezzi di bosco pubblico per il macchiatico.
Oggi questo vasto polmone verde offre al visitatore una rete di duecento chilometri di sentieri escursionistici segnalati.
Le specie di uccelli censite nelle zone umide si aggirano intorno alle centocinquanta mentre tra i mammiferi troviamo cinghiali, istrici, volpi, caprioli, scoiattoli, tassi, faine, donnole e martore.
La visita d'area si effettua utilizzano uno dei sei percorsi ecologici proposti dagli enti locali e ben segnalati.
L'itinerario più apprezzato è quello delle Cale, lungo undici chilometri (5-6 ore a piedi e 4-5 a cavallo), che attraversa l'area più meridionale delle Bandite di Scarlino, costituita da una serie di colline costiere degradanti verso il mare e ricoperte da macchia mediterranea. Il percorso tocca alcune cale (Violina, Martina e Terra Rossa) di rara bellezza, con spiagge bianchissime dalle acque trasparenti, che non sono raggiungibili con le auto e sono dotate di strutture basilari per l'accoglienza del turista escursionista.


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Seggiano Turismo

Il giardino di Daniel Spoerri a Seggiano

All'inizio degli anni novanta, ha costruito Maremma il suo parco omonimo, conosciuto anche come il Paradiso, dall'antico nome della località che lo ospita.
Sedici ettari di terreno ospitano ottantasette d affascinanti sculture e installazioni di quarantadue artisti diversi aperte al pubblico da Pasqua fino a ottobre.
Una casa del giardino è stata trasformata in un accogliente ristorante mentre l'alloggio è garantito da alcuni appartamenti del complesso o negli agriturismi della zona.
A pochi chilometri dal giardino si incontra il borgo di Santa Fiora, uno dei più belli dell'Arniata.
Da visitare la piazza principale, dominata dalla torre dell'orologio e dalla Rocca medievale, espressione del dominio degli Aldobrandeschi, il seicentesco palazzo Cesarini Sforza, la chiesa settecentesca del Suffragio e la chiesa della Pieve, di origine romano-gotica, dedicata alle sante mora e Lucilla, dove sono conservate le preziosissime terracotte dei fratelli Della Robbia.
Santa Fiora è anche il luogo dove è sepolto David Lazzaretti, il Cristo dell'Arniata, il predicatore di un socialismo mistico e utopistico.


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Sorano Turismo

Ricordi etruschi e medievali a Sovana

Tra il settimo e il terzo secdo a.C. Sovana fu un'importante centro abitato dagli etruschi, che ci hanno lasciato un'importante necropoli dove, nel folto della boscaglia, vi sono tombe a camera incuneate nel costone di tufo. Tra queste la stupenda tomba Ildebranda, a forma di,tempio greco, e la tomba a edicola della Sirena, nel cui arco era sistemata la figura del defunto sul letto conviviale, con accanto Vanth, la dea della morte, recuperata in frammenti ed esposta al Museo archeologico di Firenze.
Il fascino del centro storico è invece tutto medievale, con gli edifici raccolti nello spazio che va dalla Rocca aldobrandesca al duomo.
La visita a Sorana può proprio partire dalla fortificazione, dalla quale partivano cunicoli che si perdono nella foresta, per raggiungere la piazza centrale, su cui si affacciano le mura perimetrali di San Mamiliano, la più antica chiesa della città, il palazzo Bourbon Del Monte con facciata rustica e ampio porticato, la chiesa di Santa Maria, che conserva impronte romaniche e gotiche e due cippi romani, e il duecentesco palazzetto dell'Archivio con campanile a vela e torre dell'orologio.
Il duomo, oggi isolato dal resto del paese, sorge sul lembo occidentale dello sperone di tufo che domina la valle della necropoli e presenta diversi stili (lombardo, romanico, gotico), che corrispondo alle diverse fasi della sua costruzione, durata secoli.


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Orbetello

Talomone e Garibaldi (Orbetello)

Dal porto di Talamone è passata la storia d'Italia. Lo ricordano il monumento e la lapide dedicati a Garibaldi, posti nella piazza principale per ricordare che qui l'Eroe dei Due Mondi sbarcò la mattina del 7 maggio 1860 per procurarsi, pare con l'inganno, armi e vettovaglie dal comandante del porto.
Oggi Talamone è un'elegante località turistica posta ali'estremità meridionale dei monti dell'Uccellina, nel comune di Orbetello, con il vecchio centro storico, chiuso d'interno delle mura, dominato dalla Rocca.
Realizzato sotto il dominio della famiglia degli Aldobrandeschi, il maniero, insieme alla torre posta sul colle di Talamonaccio, faceva parte di un complesso sistema difensivo fatto di numerose torri di avvistamento, in gran parte ancora visibili nel tratto di mare che va dalla foce dell' Ombrone fino a Capalbio.
Una passeggiata per vicoli e scalinate del borgo antico, quasi completamente chiuso al traffico automobilistico, e sul sentiero che raggiunge la cima del promontorio sul quale è costruita Talamone offre interessanti scorci paesaggisti su questo tratto di costa e sui vicini monti dell'Uccellina.
Sulla collina che domina la baia sorgeva l'antica Talemon, della quale rimangono i resti di un tempio e di un'antica villa romana dotata di un approdo privato e di grandi cisterne.


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Alberese

Alberese e il Parco dell'uccellina

Questo anonimo paese nato dalla bonifica della Maremma, antica zona malarica, è un po' il cuore del Parco naturale della Maremma.
Un'area naturale di grande interesse che include la lunga spiaggia sabbiosa di Marina di Alberese, raggiungibile in auto o con navetta, costeggiata da dune oltre le quali sono ben visibili alcune torri e l'abbazia di San Rabano.
Il parco si visita a piedi, percorrendo i sentieri che raggiungono la suggestiva cala di Forno, dove anticamente si caricava il carbone, e all'abbazia di San Rabano, le cui origini risalgono all'anno Mille.
Camminando tra boschi e macchia mediterranea si incontrano cinghiali, istrici, volpi, gatti selvatici e ricci, mentre i corsi d'acqua e le zone umide sono popolate di uccelli, in parte migratori.
Un territorio da scoprire con calma, a piedi, in bicicletta o a cavallo alloggiando nei numerosi agriturismi, anche biologici, esistenti nella zona.
Negli ampi spazi di questo angolo di Maremma vengono ancora oggi allevati allo stato brado il bovino maremmano di grosse dimensioni, con grandi coma e dal mantello grigio e il cavallo maremmano, discendente di quei cavalli Berberi che i romani importarono dal Nord Africa.
Sono governati dai butteri, veri e propri cowboy marernmani che in diverse occasioni, specie nel periodo estivo, danno vita a singolari spettacoli equestri, con emozionanti prove di bravura.


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Il giardino dei Tarocchi a Capalbio

Il giardino dei Tarocchi a Capalbio

Di origine francese ma con cittadinanza americana da parte di padre, l'artista Niki de Saint Phalle ha creato in un angolo di macchia mediterranea nella maremma un piccolo mondo fantastico.
Ventidue sculture esoteriche, alcune aite fino a quindici metri, realizzate in ferro e ricoperte da mosaici fatti con vetri, specchi e ceramiche variopinti e ispirate ai gioco dei tarocchi accolgono il visitatore da aprile a ottobre. Un luogo magico e suggestivo, nel quale è piacevole perdersi prima di visitare il vicino borgo di Capalbio, il comune più a sud della Toscana.
Il paese, dominato da un imponente castello, conserva il suo impianto medievale, con le mura, l'antico cammino di ronda e una delle porte, la Senese, con ancora le quattrocentesche ante in legno massiccio. Gli amanti del mare possono scegliere tra le belle spiagge di Chiarore, Macchiatonda e la Torba.
A giugno Capalbio ospita per cinque giorni un importante festival cinematografico, dedicato ai cortometraggio.
Agli inizi di settembre, in concomitanza con la sagra del cinghiale , Capalbio ospita il Palio della Madonna della Provvidenza, con corteo storico in costume e i butteri che si cimentano nella Giostra del Saracino .


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Maremma

Panorami maremmani a Castiglione della Pescaia

Il centro di Castiglione della Pescaia, una fra le più attraenti località balneari della Maremma, si sviluppa su uno sperone del monte Petriccio e domina, con i suoi torrioni, uno dei più dolci panorami maremrnani.
Le possenti mura con undici torri, tre portali e il castello del Quattrocento conservano inalterato il loro fascino medievale fatto di pietra viva interrotte da nicchie e arcate.
Il paese è un antico borgo di pescatori, come testimonia l'appellativo della Pescaia, e nel pittoresco porto-canale trovano posto imbarcazioni da diporto di ogni tipo e ogni sera attraccano le barche dei pescatori, di ritorno dalla pesca.
Di grande interesse anche i dintorni del centro abitato, con la riserva naturale della Diaccia Botrona, considerata la più significativa zona umida d'Italia, sorta sull'antico lago Prile, una vasta palude che fu sanata dalla grande opera di bonifica del granduca Leopoldo, e le lunghissime spiagge di sabbia fine e chiara, che si estendono fino ai margini della pineta. Meritano una visita anche le frazioni di Tirli, un borgo dove è facile capire com'era la vita nella Maremma di un tempo, famoso per la cucina rustica e genuina, e l'antichissimo Buriano, con il suo castello medievale e una vista panoramica di grande ampiezza s d a Maremma.


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Massa Marittima

L'eleganza di Massa Marittima

Massa Marittima è il centro più importante delle colline metallifere dell'Alta Maremma grossetana. Già utilizzata da etruschi e romani come centro minerario per l'estrazione dell'argento, del ferro e del rame, vanta un centro storico di rara bellezza ed eleganza, dove si distinguono il duomo, la Canonica, il palazzo del Podestà, il Palazzo comunale, la loggia del Comune, la Zecca e la Fonte pubblica.
Gran parte degli edifici risalgono al periodo successivo al 1225, quando Massa Marittima divenne Libero Comune mantenendo l'autonomia politica per più di cent'anni, fino alla conquista da parte dei senesi nel 1335. A ricordo del periodo minerario la cittadina conserva ancora un piacevole museo ali'interno del quale è stata ricostruita una vera e propria galleria di miniera, da visitare indossando il casco regolamentare.
Uscendo da Massa Marittima, seguendo i cartelli della strada del Vino Monteregio, si parte per un piacevole viaggio tra aziende agricole, agriturismi, enoteche, aree archeologiche, boschi, pascoli e calette in riva al mare, sempre all'insegna della tranquillità e del turismo in punta di piedi. Due volte l'anno - normalmente la quarta domenica di maggio e la seconda domenica di agosto - a Massa Marittima si tiene la storica gara del Balestro del Girifalco.
Prendono parte alla manifestazione ventiquattro balestrieri, otto per ciascuno dei terzieri in cui è divisa la cittadina fin dai tempi della sua costituzione a Libero Comune, e la gara è preceduta da un austero ma colorato corteo, composto da oltre centocinquanta persone che indossano costumi medievali.
La disfida si tiene in piazza Duomo, dopo le evoluzioni degli sbandieratori, con le frecce scagliate verso il bersaglio dalla balestra antica ali'italiana, riproduzione di quelle usate nel Quattrocento. Il balestriere vincitore riceve in premio una simbolica freccia d'oro, mentre al suo terziere viene assegnato il drappellone in seta dipinta.


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Orbetello e la sua laguna

Orbetello e la sua laguna

La laguna di Orbetello è una delle zone naturalistiche più interessanti della Toscana e rappresenta un habitat unico nel suo genere. Oltre 1500 ettari di terreno paludoso formano una laguna costiera, separata dal mare da due strisce di terra lunghe circa sei chilometri (i tomboli sabbiosi della Giannelia e della Feniglia) e dal promontorio dell'Argentario.
Una terza lingua di terra si protende nel centro della laguna e ospita il paese di Orbetello, fortificato già in epoca etrusca. Qui si possono visitare il Museo archeologico con reperti etruschi e romani e il Museo della cultura contadina, che espone oggetti a testimonianza della vita contadina dagli inizi del Novecento fino agli anni Cinquanta. La laguna ospita una riserva naturale gestita dal m, dove nidifìcano o transitano uccelli rari, tra cui il cavaliere d'Italia, il fenicottero rosa, l'airone bianco e il falco pescatore. Nelle sue acque si allevano spigole, orate, muggini e anguille di qualità pregiata, certificate Slow Food. Pochi chilometri più a sud si incontra Ansedonia, con l'insolita Tagliata etrusca: un'imponente opera idraulica romana - e non etrusca come suggerisce il nome - che serviva per impedire l'insabbiamento del porto di Cosa.
Nei pressi del lungo canale artificiale si trovano una torre dove Puccini creò la Turandot e un'affascinante fenditura naturale nella roccia, chiamata Spacco della Regina e utilizzata per antichi riti religiosi.


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Pitigliano

Pitigliano, la piccola Gerusalemme

Il borgo di Pitigliano, sospeso su una rupe di tufo, è conosciuto come la piccola Gerusalemme perché ospita, fin dalla fine del Quattrocento, una folta comunità ebraica, come testimoniano il ghetto con la sinagoga, il forno degli azzimi, il bagno rituale, il cimitero, il museo ebraico e la stessa scelta di produrre vino kosher nella Cantina cooperativa. Ma l'interesse per questo affascinante centro abitato di Pitigliano, tutto costruito in tufo, non si limita agli edifici legati alla comunità ebraica.
Il monumento più importante della cittadina è palazzo Orsini, la residenza di origine medievale dei conti Orsini ristrutturata nella prima metà del Cinquecento secondo i canoni rinascimentali e ora sede del Museo d'arte sacra. Sulla panoramica piazza alle spalle del palazzo si ammira la fontana medicea a cinque archi, con l'acquedotto seicentesco che scavalca l'antico fossato difensivo con un maestoso arco in tufo. Da qui partono tre vie parallele, che si inoltrano nell'abitato, intersecate da vicoli pittoreschi, interrotti da scalinate, loggette e decorazioni cinquecentesche. Percorrendo la via principale si arriva alla cattedrale, affiancata dalla torre campanaria e da una stele in travertino recante sculture rinascimentali e sormontata da un piccolo orso. Attraversano l'antico rione di Capisotto, si giunge alla punta estrema della rupe e alla porta di Capisotto o di Sovana, con un tratto di mura etrusche del VI secolo a.C.
In località Pantano si visita, infine, il Museo Archeologico Alberto Manzi, un museo all'aperto nato per salvaguardare il sito archeologico e il patrimonio ambientale del luogo. Un percorso chiamato La città dei vivi, la città dei morti illustra i temi legati al culto della sepoltura, mentre una stretta mulattiera, che si insinua nei meandri creati dal tufo, conduce alla necropoli etrusca del Gradone, dove è possibile visitare la tomba di Velthur e Larthia e rivivere la sacralità e le emozioni di un'antica cerimonia funebre. Alla 6ne di agosto Pitighano accoglie le Veglie francigene, una quattro giorni dedicata alla riscoperta di tradizioni, cori popolari, antichi balli, mostre fotografiche di foto antiche, giochi popolari, palio dei Somari, antichi mestieri e cena contadina. Per l'occasione sono solitamente presentati libri dedicati a vecchie leggende, tradizioni culinarie e personaggi storici della Maremma.


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Giardino di Arte Contemporanea Viaggio di Ritorno

Giardino di Arte Contemporanea Viaggio di Ritorno

Rodolfo Lacquaniti, bioarchitetto, e' l'artista ideatore e realizzatore di "Viaggio di Ritorno", un percorso inverso in direzione della realta' del codice genetico. E' un itinerario che nasce all'interno dello spazio naturale dell'ex padule di Buriano, nel Comune di Castiglione della Pescaia, realizzato con materiali di risulta di vario genere ma raccolti quasi completamente nel territorio. Fra le installazioni piu' sigificative, anche per dimensioni, "La Grande Balena" realizzata con reti da pesca (25x5x4 metri). Esposizione di opere d’arte contemporanea- istallazioni e videoartRodolfo Lacquaniti , bioarchitetto, è l’artista ideatore e realizzatore di “Viaggio di ritorno”, un percorso inverso in direzione della realtà del codice genetico. Scrive il critico Mauro Papa, “Viaggio di ritorno” è un progetto globale d’espressione artistica che accomuna esperienze creative eterogenee legate ad un unico obiettivo, quello di sollecitare l’uomo a prendere coscienza della propria natura vitale e primordiale, liberata dalle angoscie e dalle sovrastrutture imposte da un ambiguo concetto di civiltà”. E’ un itinerario che nasce all’interno dello spazio naturale del Podere il Leccio in loc. Buriano, nel Comune di Castiglione della Pescaia. Con le sue istallazioni “povere” perchè realizzate con materiali di scarto e di recupero, Lacquaniti fornisce di nuovi significati quegli oggetti che il ciclo produttivo ha escluso dalla comune concezione di pregio e di valore, opponendosi fermamente al pregiudizio che riconosce come utile solo ciò che è funzionale al processo produttivo di consumo.


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