Scarlino : Arte, Storia, Cultura, Prodotti Tipici, Dove dormire, Dove mangiare, Cosa fare nella Provincia diGrosseto.

Comuni

Comune di Scarlino

Cenni storici

L'origine remota risale ad antichi accampamenti dell'età del Bronzo, così come remota è l'origine del toponimo, tuttora dibattuta ma già certa in età longobarda...
L'origine remota risale ad antichi accampamenti dell'età del Bronzo, così come remota è l'origine del toponimo, tuttora dibattuta ma già certa in età longobarda... essa è probabilmente da ritrovarsi in Scaprile Oppidum da cui la successiva corruzione in Scaprilinum e quindi Scarilinum, con riferimento al Portus Scabris, già conosciuto in età romana; altre interpretazioni farebbero derivare l’etimologia del nome da varianti latine (scara – scarire), longobarde (scherl o scherll ) e persino arabe (scaarlin) accomunate dai simili significati di fuoco, fiaccola o sentinella con suggestivi riferimenti alla posizione privilegiata di avvistamento costiero.
La prima menzione storica della località figura in un documento del 973, con il quale il marchese Lamberto, figlio di Ildebrando degli Aldobrandeschi, alienava, tra l'altro, la curtis di Scarlino. All'inizio del XII secolo altri documenti attestano che Scarlino era diventato un importante castello ceduto in parte dalla contessa Matilde di Toscana ad un nobile Ranieri, fu a sua volta da questi donato per atto testamentario al vescovo di Roselle nel 1108.
Nel 1162 gravitava già nell'orbita pisana, ma da un privilegio dell'imperatore Federico I si apprende che due anni più tardi, nel 1164, sul castello avevano acquisito diritti i conti Alberti di Mangona, e tra il 1209 ed il 1231 il nome di Scarlino ricorre più volte nelle vicende di successione di questa famiglia comitale. Nel 1233 fu acquistato, insieme ad altri castelli della zona, dagli Aldobrandeschi, e rimase coinvolto negli scontri tra il gran tosco Guglielmo e il comune di Siena, finchè non fu venduto dal figlio, Ildebrandino detto il Conte Rosso alla Repubblica di Pisa nel 1278. Era il crepuscolo dell'era feudale.
Scarlino rimase sotto la supremazia pisana, modulando il proprio ordinamento sul modello del comune dominante, fino alla costituzione nel 1398 della signoria piombinese degli Appiani, nata da una costola dei possedimenti di Pisa ormai in declino.
Del piccolo stato costiero - che comprendeva oltre a Scarlino e Piombino, Suvereto, l'Elba e più a sud Buriano- condivise le sorti successive, dalla costituzione del Principato nel 1594 al passaggio ai Ludovisi nel 1634, ai Buoncompagni nel 1706 e infine in età napoleonica alla sorella dell'imperatore, Elisa Baciocchi. Il Congresso di Vienna nel 1815 sancì il passaggio nel Granducato di Toscana, sotto il quale vennero intraprese una serie di azioni di bonifica volte a recuperare i territori ormai impaludati per il secolare abbandono.
Nel 1834 la comunità di Scarlino fu accorpata al comune di Gavorrano, ma al declassamento a comunello (come venivano definite allora le frazioni) non si rassegnò mai: dal 1960 è di nuovo un comune indipendente. Tratto da Comune di Scarlino

Da visitare

Oltre al caratteristico centro storico medievale, possiamo ammirare il Castello del XIII secolo e il Parco Archeologico con resti di edifici greci e le antiche mura di fortificazione del borgo antico. Inoltre troviamo la Chiesa del XVI Secolo San Martino e le antiche porte del borgo, che sono ancora oggi gli ingrassi principali. Fuori dal centro abitato il paesaggio è quello della campagna maremmana dove si possono fare piacevoli passeggiate su colline ricche di boschi di castagni e di lecci, e visitare gli insediamenti etruschi di Vetulonia e Roselle. Scarlino è uno dei sette Comuni che compongono il Parco Tecnologico Archeologico delle Colline Metallifere Grossetane. Le finalità istituzionali del Parco riguardano il recupero, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio ambientale, storico-culturale e tecnico-scientifico delle Colline Metallifere, segnate in particolar modo dall'esperienza mineraria I siti di competenza del Parco all'interno del territorio comunale di Scarlino sono Portiglioni (centro di spedizione della pirite) e Scarlino Scalo (centro di stoccaggio e spedizione della pirite). Da visitare anche il centro di documentazione del territorio, rinnovato nel 2007, dove sono custoditi materiali che illustrano i vari aspetti di vita nell'area intorno a Scarlino dall'Età del Bronzo ai secoli scorsi.

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